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Holothuroidea
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Gli mwbqoloturoidei o mwbgoloturie (mwbwHolothuroidea mwcade Blainville, 1834), comunemente noti come mwcqcetrioli di mare, sono una mwcgclasse di mwcwechinodermi.cite-ref-col-1-0[1]
Contents
• Habitat
• Note
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Generalità
Sono invertebrati marini mwewbentonici diffusi sui fondali marini di tutto il mondo e sono caratterizzati da un corpo cilindrico allungato con mwfabocca e mwfqano situati alle estremità opposte. Il nome comune di questi organismi, "cetriolo di mare", deriva dalla loro morfologia simile all'mwfgortaggio.
Benché gli aspetti fisiologici di questi invertebrati filtratori marini siano ancora poco conosciuti, gli studi sulle oloturie hanno ricevuto un'attenzione sempre maggiore in campo medico per la loro capacità di mwgarisposta immunitaria dall'azione nociva di mwgqbatteri, mwggvirus e, in generale, mwgwantigeni grazie ai celomociti, ovvero le cellule presenti nelle loro mwhqcavità celomatiche alle quali è affidata molte delle loro funzioni biologiche.cite-ref-2[2]
Distribuzione e habitat
Sono diffusi sui fondali sabbiosi e rocciosi di tutto il mondo.
Descrizione
Gli oloturoidei sono animali a simmetria bilaterale, ma conservano un ricordo della simmetria pentaraggiata tipica del phylum: infatti presentano cinque file longitudinali di pedicelli ambulacrali, di cui due dorsali (mwlabivio) e tre ventrali (mwlqtrivio), queste ultime adibite alla locomozione. Contribuiscono al movimento anche le contrazioni di muscoli circolari e longitudinali. La bocca porta dei mwlgtentacoli con funzione alimentare derivati da mwlwpedicelli ambulacrali modificati. L'endoscheletro è ridotto a spicole calcaree immerse nel derma e di conseguenza il corpo ha consistenza elastica. Il madreporite non comunica con l'esterno, ma è interno, nel mwmgceloma.
Possiedono inoltre grandi capacità rigenerative: sono infatti in grado di mwnaeviscerare, cioè espellere il lungo intestino, i polmoni acquiferi e l'unica mwnqgonade, per distrarre un eventuale mwngpredatore e facilitare la fuga, salvo poi rigenerare gli organi in breve tempo. Possono emettere dalla mwnwcloaca dei lunghi filamenti appiccicosi, a volte tossici, con funzione difensiva, detti mwoatubuli di Cuvier, con cui invischiano i predatori.
Quasi tutte le oloturie sono mwogbentoniche: ciò significa che vivono posate sul o nel fondo marino. Alcune sono sessili, ciò significa che vivono fissate al substrato, dove si nutrono filtrando l'acqua: è il caso di numerose Dendrochirotida, tuttavia la maggior parte rimangono capaci di spostarsi in caso di minaccia o di sradicamento. All'inverso, i cetrioli di mare capaci di spostarsi lo fanno lentamente sul fondo, con lo stesso movimento utilizzato dai mwpabruchi.
Habitat
Le oloturie vivono dalle zone litoranee fino alle più grandi profondità degli oceani. Nascoste nella sabbia melmosa o negli anfratti delle rocce, strisciano sul fondo tra le alghe.
Le oloturie sono il gruppo di detritivori più importanti delle faune delle scogliere ed abissali. Possono formare delle popolazioni molto numerose, particolarmente in profondità: costituiscono la metà delle forme viventi a 4000 m ed il 90% a 8000 m. Le oloturie sono gli echinodermi meglio adattati a profondità estreme, e sono ancora molto diversificate al di là dei mwaq5000 m di profondità: la gran parte specie della famiglia degli Elpidiidae si ritrovano a più di mwaw9500 m, e il primato sembra detenuto dalle specie del genere mwbaMyriotrochus, in particolare mwbgMyriotrochus bruuni, famiglia delle Myriotrochidae, identificate fino a mwcq10687 m di profonditàcite-ref-3[3].
Alimentazione
Le oloturie si nutrono di piccole mwfwalghe, mwgadetrito e mwgqmicrorganismi, sono in massima parte detritivori. Il canale alimentare si apre con un apparato boccale anteriore e si chiude con un ano posteriore. L’intestino è fortemente circonvoluto. La bocca è circondata da mwggtentacoli, che in alcune specie sono molto pronunciati ed evidenti.
Alcune specie sono filtratrici, caratterizzate da una corona di tentacoli che circonda la bocca, spesso si osservano in posizione eretta che estendono la corona di tentacoli estroflessi per catturare il cibo sospeso nell’acqua.
Comportamento
Se stimolate, le oloturie possono contrarre il loro corpo e poi possono arrivare ad espellere gran parte dei loro visceri che successivamente, sfruttando l’elevato potere rigenerativo che caratterizza gli echinodermi, vengono lentamente rigenerati.cite-ref-0-4-0[4]
Alcune specie come risposta ai predatori espellono i mwkgtubuli di Cuvier, anche noti come tubi di Cuvier o organi di Cuvier, lunghe appendici filamentose, biancastre e adesive, localizzate nella mwkwcloaca ed utilizzate come meccanismo di difesa contro i predatori.cite-ref-0-4-1[4]
I tubuli di Cuvier sono posti alla base dell'albero respiratorio delle oloturie. Le oloturie, quando si sentono disturbate o minacciate da eventuali predatori, emettono dalla cloaca questi lunghi e sottili filamenti appiccicosi biancastri, collosi e adesivi, a volte contenenti tossine, con funzione difensiva, con cui invischiano i predatori.cite-ref-0-4-2[4]
Riproduzione
La mwrariproduzione, attraverso l’emissione di uova e mwrqspermatozoi nell’acqua, avviene solitamente di notte (almeno per le specie di acque costiere poco profonde) con un eccezionale sincronismo ed è possibile in questi casi vedere gli individui erigersi dal fondo. Le uova fecondate danno origine a mwrglarve mwrwplanctoniche che successivamente si depositano sul fondo per dare le nuove oloturie.cite-ref-0-4-3[4]
I giovani esemplari di alcune specie (ad esempio mwtqOcnus planci) possono riprodursi in maniera asessuata per divisione trasversale.cite-ref-0-4-4[4]
Tassonomia
Secondo quanto riportato dal sito mw2gmw2wCatalogue of Life, all'aprile 2026 il genere contiene tre mw3asottoclassi, delle quali una mw3qestinta in tempi geologici, otto mw3gordini e 46 mw3wfamiglie, qui di seguito riportate, per un totale di mw4a1 913 mw4qspecie:cite-ref-col-1-1[1]
• Sottoclasse Actinopoda mw6qLudwig, 1891
mw7amw7qOrdine Dendrochirotida mw7wGrube, 1840 mw8amw8qFamiglia Calclamnidae mw8wFamiglia Cucumariidae mw9qLudwig, 1894 mw9gFamiglia Cucumellidae mw-aThandar & Arumugam, 2011 mw-qFamiglia Exlinellidae mw-wFamiglia Heterothyonidae mw-qPawson, 1970 mw-gFamiglia Monilipsolidae † mwaqaSmith & Gallemí, 1991 mwaqeFamiglia Paracucumidae mwaqmPawson & Fell, 1965 mwaqqFamiglia Phyllophoridae mwaqyÖstergren, 1907 mwaqcFamiglia Placothuriidae mwaqkPawson & Fell, 1965 mwaqoFamiglia Priscopedatidae mwaqwFrizzell & Exline, 1956 mwaq0Famiglia Psolidae mwaq8Burmeister, 1837 mwaraFamiglia Rhopalodinidae mwariThéel, 1886 mwarmFamiglia Sclerodactylidae mwaruPanning, 1949 mwaryFamiglia Spinitidae mwargFamiglia Thyonidae mwaroPanning, 1949 (provvisoriamente accettata) mwarsFamiglia Vaneyellidae mwar0Pawson & Fell, 1965 mwar4Famiglia Ypsilothuriidae mwasaHeding, 1942 mwaseOrdine Elasipodida mwasmThéel, 1882 mwasqmwasuFamiglia Elpidiidae mwascThéel, 1882 mwasgFamiglia Laetmogonidae mwasoEkman, 1926 mwassFamiglia Palaeolaetmogonidae † mwas0Reich, 2012 mwas4Famiglia Pelagothuriidae mwataLudwig, 1893 mwateFamiglia Psychropotidae mwatmThéel, 1882 mwatqFamiglia Psychroptidae mwatyOrdine Holothuriida mwatgMiller, Kerr, Paulay, Reich, Wilson, Carvajal & Rouse, 2017 mwatkmwatoFamiglia mwatsHolothuriidae mwatwBurmeister, 1837 mwat0Famiglia Mesothuriidae mwat8Smirnov, 2012 mwauaOrdine Molpadida mwauiHaeckel, 1896 mwaummwauqFamiglia Caudinidae mwauyHeding, 1931 mwaucFamiglia Eupyrgidae mwaukSemper, 1867 mwauoFamiglia Molpadiidae mwauwJ. Müller, 1850 mwau0Ordine Persiculida mwau8Miller, Kerr, Paulay, Reich, Wilson, Carvajal & Rouse, 2017 mwavamwaveFamiglia Gephyrothuriidae mwavmKoehler & Vaney, 1905 mwavqFamiglia Molpadiodemidae mwavyMiller, Kerr, Paulay, Reich, Wilson, Carvajal & Rouse, 2017 mwavcFamiglia Pseudostichopodidae mwavkMiller, Kerr, Paulay, Reich, Wilson, Carvajal & Rouse, 2017 mwavoOrdine Synallactida mwavwMiller, Kerr, Paulay, Reich, Wilson, Carvajal & Rouse, 2017 mwav0mwav4Famiglia Deimatidae mwawaThéel, 1882 mwaweFamiglia Stichopodidae mwawmHaeckel, 1896 mwawqFamiglia Synallactidae mwawyLudwig, 1894
• Sottoclasse Arthrochirotacea † mwawoSmirnov, 2012
mwaw0mwaw4Ordine Arthrochirotida † mwaxaSeilacher, 1961 mwaxemwaxiFamiglia Palaeocucumariidae † mwaxqFrizzell & Exline, 1966
• Sottoclasse Paractinopoda mwaxgLudwig, 1891
mwaxsmwaxwOrdine Apodida mwax4Brandt, 1835 mwax8mwayaFamiglia Achistridae † mwayiFrizzell & Exline, 1955 mwaymFamiglia Chiridotidae mwayuÖstergren, 1898 mwayyFamiglia Chiridotitidae † mwaygFamiglia Lasalidae mwayoFamiglia Myriotrochidae mwaywThéel, 1877 mway0Famiglia Paleochiridotidae † mway8Frizzell & Exline, 1955 mwazaFamiglia mwazeSynaptidae mwaziBurmeister, 1837
Voci correlate
Note
cite-note-col-11. ↑ mwaee(mwaeimwaemENmwaeq) Holothuroidea, su mwaeuCatalogue of Life.
cite-note-22. ↑ mwaekmwaeoMercier et al, 2023,mwaew p. 377.
cite-note-33. ↑ mwafa(mwafemwafiEN) Christopher Mah, mwafmmwafqWhat are the DEEPEST known echinoderms??, su mwafuThe Echinoblog, 8 aprile 2014. mwafyURL consultato il 21 aprile 2026.
cite-note-0-44. ↑ mwagiCarlo Cerrano, Massimo Ponti e Stefano Silvestri, mwagmGuida alla Biologia Marina del Mediterraneo, Kemet Edizioni.
Bibliografia
• citerefargano-et-al-2007R. Argano et al., Zoologia. Diversità animale, Milano, Monduzzi Editore, 2007, pp. 624, ISBN 978-88-323-6107-0.
• citerefmercier-et-al-2023(EN) Annie Mercier, Jean-Francois Hamel, Andrew Suhrbier e Christopher Pearce, The World of Sea Cucumbers: Challenges, Advances, and Innovations, Elsevier Science, 2023, pp. 854, ISBN 978-03-2395-377-1.
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) sea cucumber, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatalogue-of-life(EN) Holothuroidea, su Catalogue of Life.
• citereffossilworks-org(EN) Holothuroidea, su Fossilworks.org.
• citerefgbif(EN) Holothuroidea, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefitis(EN) Holothuroidea, su ITIS.
• citerefworms(EN) Holothuroidea, su WoRMS.
• citerefbidittuAndrea Bidittu, Gli Echinodermi (parte I), su MondoMarino.net. URL consultato il 21 aprile 2026.
• citerefacquaportalOloturie scopriamole insieme, su AcquaPortal. URL consultato il 21 aprile 2026.